Non crediate mai che la morte di Valery e di altri giovani come lui
possa essere mai dimenticata.

Pensate che se lo meritino perchè soldati e ben pagati?
Che scarsi, qualunquisti anche di fronte alla morte.

Allora leggete qua.

C’è chi muore di AIDS, chi muore di cancro, chi per incidente d’auto, c’è chi muore per la Sindrome di Quirra.

C’è una zona della Sardegna, il Sarrabus, sulla costa sud-orientale della
Sardegna, a circa 80 km da Cagliari, poco più di duecento km più a sud
della Costa Smeralda e di Olbia.

Proprio sul meraviglioso mare, a Capo San Lorenzo, nella zona del Salto di
Quirra, lungo la Statale 125 che da Cagliari porta i camper dei vacanzieri
sino ad Olbia, in un angolo splendido, dove con pochi mezzi si può godere
dei preziosi gioielli della natura, e se sei fortunato osservare i
fenicotteri in volo.

Bellissimo regalo della natura protetto e involato perché zona
militare.Sorge qui infatti la più grande base NATO del Mediterraneo, il
più vasto poligono sperimentale interforze d’Europa. Una silenziosa e
strisciante presenza che da trent’anni è base per le esercitazioni sui
bersagli sparsi sul litorale o negli altopiani dell’entroterra.

Una presenza che semina morte e solo oggi emerge la portata del disastro:
un incremento esponenziale negli ultimi due anni dei casi di leucemia: al
momento quelli accertati sono poco meno di 20 di cui una decina già
deceduti. A Villaputzu ma sopratutto a Quirra, frazione di 150 abitanti,
proprio a ridosso del poligono a cui da il nome delle sue campagne.

Quasi tutte le vittime hanno in comune il fatto di aver lavorato all’interno del poligono di tiro per una ditta, la Vitrociset, che si
occupa della manutenzione delle apparecchiature interne, o di aver
lavorato o vissuto nelle campagne circostanti. Le persone colpite sono di
tutte le età, compresi alcuni bambini.

Ma la lista non finisce qui: ci sono anche i ragazzi che hanno prestato il
servizio militare nella base militare di Quirra-Perdasdefogu o a Teulada.
Una dozzina quelli accertati.

All’inizio di questa vicenda, con i primi casi di morti sospette segnalati
nel 2000, pareva che ad essere colpiti dal male fossero reduci dai Balcani
e dalle altre guerre umanitari. Ma l’aumentare del numero dei ragazzi
morti di leucemia o tumore, ha fatto emergere un dato comune anche a chi
in zone di guerra non c’è mai stato: tutti avevano fatto il servizio
militare nella base militare di Quirra-Perdasdefogu o a Teulada. L’ultima
recente vittima: il venticinquenne Antonio Vargiu, che aveva prestato
servizio di leva a Capo San Lorenzo.

Seminari, manifestazioni, tutto per portare alla luce una realtà sotterranea.

Neanche il sindaco del paese, per quanto tenti le vie istituzionali,
riesce ad ottenere risposte esaustive circa la natura e la gravità del
problema. Anche se una sentenza del Tribunale di Venezia dice a chiare
lettere che a Quirra si muore di uranio impoverito sin dal 1977.

Riferimenti: E non è mai stato in missione.