Solo chi è cieco nel cuore non può vederlo.

“Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e ‘l primo amore.

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”.

Ecco, questo leggeva Dante,
“Il lavoro rende liberi” leggeva Primo Levi,
Sono effetti collaterali dicono i governi aridi.

Riferimenti: Saluti dall’Inferno.