Perchè chi non conosce la storia è condannato a ripeterla.
Sono antifascista e antinazista, oggi mi sento manipolata,
perchè non mi è stata fiducia, negandomi tutte le informazioni
necessarie formare una MIA opinione indipendente.

Nel 1940, su ordine di Stalin, dopo la spartizione del territorio con Hitler,
Un colpo alla nuca per 22.000 ufficiali polacchi.

Nella primavera del 1940, nella foresta di Katyn, in Polonia, vennero giustiziati più di 22.000 prigionieri di guerra polacchi.
Rimasto ignoto all’opinione pubblica per tre anni, l’eccidio fu reso noto al mondo nella primavera del 1943 dalla radio tedesca.
Alle 9.15 del mattino, ora di New York, la propaganda nazista rendeva noto, come quattro giorni prima il ministro Joseph Goebbels annotava nel suo diario, che ” vicino a Smolensk sono state trovate delle fosse comuni piene di cadaveri polacchi. (la foto sopra). I bolscevichi hanno semplicemente ucciso circa 10.000 prigionieri seppellendoli alla rinfusa in fosse comuni”. I responsabili dell’eccidio, quindi, erano i sovietici.
Gli sventurati erano stati freddati con un preciso colpo alla nuca e gettati in diverse fosse comuni, un’intera generazione di ufficiali, appartenenti alla borghesia e all’intellighenzia polacca. Per più di cinquant’anni quest’eccidio è rimasto avvolto nel mistero e nella menzogna. A chi apparteneva la regìa di questo crimine? A quale delle due dittature che si erano gettate di comune accordo sulle spoglie della Polonia, spettava la responsabilità di quanto accaduto alla Germania Nazista o alla Russia comunista?
La versione dei tedeschi non fu accettata, gli alleati non vollero credere alla responsabilità russa.

L’apertura degli archivi sovietici dopo il crollo del regime, ha permesso di togliere il velo della menzogna alla verità di Katyn. Già negli ultimi mesi di glasnost gorbacioviana questa verità appariva sempre più difficile da nascondere. Con l’avvento al potere di Eltsin, e la denuncia del PCUS come organizzazione criminale, finalmente è emersa una documentazione agghiacciante dalla quale si può comprendere, in più larga scala, gli stessi meccanismi criminali di un sistema totalitario.

“Varsavia, 17 febbraio – Un documento della Croce Rossa polacca (CRP), datato giugno 1943 e pubblicato ora dal settimanale “Odrodzeine”, indica come data probabile del massacro di migliaia di ufficiali polacchi nella foresta di Katyn, ora in Bielorussia, il periodo marzo-maggio 1940, ciò che suggerisce una chiara responsabilità dei societici e non dei tedeschi, come fin qui sostenuto dalla propaganda comunista. In seguito all’invasione della Polonia da parte degli eserciti hitleriani nel settembre del 1939, l’Urss occupò i territori orientali della Polonia, inclusa la regione dove sorge la foresta di Katyn. Il rapporto, redatto dal segretario della Crp, Kazimierz Skarzynski, fu da questi presentato al consiglio generale della Croce Rossa polacca nel giugno del 1943. Nel 1945, scrive Odrodzeine, una copia unica fu consegnata all’incaricato d’affari britannico a Varsavia e quindi trasmessa a Londra nel 1946. E’ stata ora ritrovata da un ricercatore polacco negli archivi del Foreign Office” (Comun. Ansa, 17 febbraio 1989, ore 14.09).

“Varsavia – Il documento fu celato al governo polacco in esilio a Londra durante la guerra per non turbare le relazioni della Gran Bretagna con Mosca. In un commento, datato 1945 e allegato al rapporto, Skarzynski indicava chiaramente la responsabilità sovietica. La commissione della Crp si era al contrario rifiutata di indicare i responsabili dell’eccidio, per evitare di giovare alla propaganda tedesca”. (Ib. ore 14.11)

“Londra – Radio Mosca ha ammesso per la prima volta la responsabilità della polizia segreta sovietica nel massacro di Katyn. La radio ha aggiunto che da “parte sovietica si esprime il più profondo rincrescimento per la tragedia che viene giudicata uno dei peggiori crimini dello stalinismo”. ( Ib 13 aprile, ore 02.13)