Gennaio 2005



Per non dimenticare gli orrori di ieri e di oggi.

Per non restare indifferenti agli affreonti di chi vuole riscrivere la storia.

Perchè tutti portiamo la croce della colpa,
fu troppo grande l’indifferenza.

Perchè le vittime non si possono contare, chi non tornerà più e chi mai nascerà.

Perchè la bestia è ancora dentro di noi,
pronta a versare altro sangue.
Riferimenti: La voce di chi è tornato


Mi chiedo se sia mai possibile
conciliare ragione e sentimento
o se sono condannati a perenne conflitto d’interessi.

Si può credere nella logica della giustizia
senza perdere l’amore per essa?

O si può credere nel prossimo quando questo ha
il volto orribile dell’indifferenza?

Quando parliamo di mondo inutile negare
che ci riferiamo al mondo occidentale,
attratto in una perversa spirale che lo stà
trascinando nel baratro dell’autodistruzione.

E se, come in una meravigliosa rivoluzione Copernicana dell’anima,
l’obbiettivo del nostro progresso fosse il progresso stesso, fine a se stesso
e non più il guadagno,
potrebbe il mondo diventare finalmente
il mondo di tutti
vivibile da tutti e per tutti.

Utopie di inizio millennio?