Novembre 2004



Torno a casa, stanca e ossessionata dal traffico.

Un pensiero fisso mi tormenta, so’ che mi aspetta,
non vedo l’ora ma devo aspettare…
voglio essere pronta solo per lui.
Doccia profumata agli olii essenziali per rilassarmi,
crema idratante energizzante com mille promesse esotiche.

Pigiama di seta che accarezza il corpo e pantofole rosa da panterina.

Finalmente mi sdraio in poltrona, piedi sul bracciolo,
allungo voluttuosamente la mano afferro un cioccolatino e mi godo la mia tentazione quotidiana
cercata e voluta.

Profumato, tentatore, si scioglie in bocca
portandosi via lo stress quotidiano.

Grazie Colombo!!


Temporalemnte un po’presto,
ma sento già il profumo del Natale nell’aria.

Sarà che mia sorella ha già acquistato (e nascosto)
il mio regalo di Natale,
ma faccio già il conto alla rovescia.

Voglia di dolcezza?
Non credo, grazie a Dio la mia vita ne è piena.
Di certo voglia di staccare dal tran tran quotidiano della città
per rientrare nei ritmi più umani del paesello.

Camino, profumo di legna,
mia madre che prepara il thè mentre papà sonnecchia nella poltrona con in braccio il gatto.
Fuori piove, ma non importa perchè sono al calduccio, quello vero, quello del cuore.

Credo fortemente che il Natale sia
uno stato d’animo che dovremmo portarci appresso tutto l’anno.

Per rifugiarci sotto l’albero e sfuggire alle durezze di tutti i giorni,
alla cattiveria gratuita o all’indifferenza dei passanti distratti.


Finalmente la pioggia,
finalmente il caldo abbraccio della lana.

Niente come la pioggia rende coccoloni e abbracciosi.

Chi sponsorizza l’effetto eros dei raggi solari
sottovaluta la dolcezza di un abbraccio davanti al caminetto,
mentre fuori la pioggia canta contro i vetri,
oppure il profumo voluttuoso di una cioccolata calda che scalda le mani e il cuore
mentre gli sguardi si intrecciano da sopra le tazze.

Il plaid diviso in due davanti alla televisione mentre ci si fa più vicini.

Labbra fredde contro labbra calde.